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Teatro Petruzzelli – Bari – 2000-2002

Recupero e consolidamento statico

Verso la fine del XIX secolo l’Amministrazione comunale percepisce che Bari ha bisogno di un nuovo, grande contenitore culturale, di livello adeguato ad una città che ambisce ad elevarsi, anche culturalmente, ai livelli dei più importanti capoluoghi italiani. I baresi hanno una spiccata passione per il teatro, ma i luoghi per la rappresentazione non sono adeguati. Il teatro comunale Piccinni è già in esercizio dal 1854, ma risulta troppo piccolo e insufficiente a rispondere alle esigenze, sempre crescenti, di una città in cui la voglia di teatro ha raggiunto ormai tutte le classi sociali. Si sente la necessità di un nuovo Politeama in grado di accogliere il grande pubblico, anche quello delle classi meno abbienti, che fino a quel momento avevano dovuto accontentarsi di manifestazioni all’aperto o in circhi e baracconi, presenti a quell’epoca nel capoluogo, nei quali, a carattere prevalentemente stagionale, venivano proposti spettacoli economici rappresentati da compagnie di rango secondario. A Bari, sul mare, c’è una grande area denominata Largo alla Marina, nella quale spesso si tengono rappresentazioni all’aperto e concerti. Proprietario del suolo è il Comune, che si dichiara disponibile a cederlo a chi intende costruire lì un teatro grande, importante, monumentale, che risponda alle esigenze culturali e di svago della popolazione barese e che, nel contempo, concorra a dare una spinta urbanistica all’espansione della città al di là del borgo murattiano. Il Teatro deve contribuire a rendere Bari un polo di riferimento, anche culturale, per la Puglia e per le regioni vicine. Nel 1877 il Comune di Bari decide, quindi, di bandire un concorso per il progetto e la costruzione del nuovo Politeama. Il primo progetto presentato è a firma dell’ing. Gaetano Canedi, noto per aver progettato il Teatro Manzoni di Milano. Il progetto, che propone un’opera di rilevante importanza per mole e per ricchezza dell’apparato decorativo, riscuote notevoli consensi, tanto da ricevere l’approvazione dal Consiglio comunale; successivamente, però, il progetto viene presentato al Prefetto e respinto per vizi procedurali. L’Amministrazione comunale riapre i termini del concorso per la realizzazione del Politeama. Arrivano varie proposte fino a quando i fratelli Onofrio e Antonio Petruzzelli, commercianti e armatori di origine triestina, presentano il progetto redatto dal cognato, l’ingegnere barese Angelo Messeni, che prevede la realizzazione di un teatro più grande costruito in tempi più rapidi. Si raggiunge l’accordo: il Comune di Bari cede ai fratelli Petruzzelli il suolo in concessione gratuita e perpetua e conferisce loro un premio di quarantamila lire, in cambio gli imprenditori si impegnano a costruire il politeama nei tempi concordati ed a gestirlo secondo quanto stabilito nelle Delibere consiliari. Il contratto viene stipulato il 29 gennaio 1896. Il progetto originario dell’ing. Messeni prevede la realizzazione di un politeama di enorme dimensione (circa 90 m di lunghezza e 60 m di larghezza). In fase successiva il progetto viene sensibilmente ridimensionato, ma pur sempre il politeama risulterà di grandezza superiore a quella del Teatro Piccinni ed alle proposizioni progettuali dell’ing. Canedi. Nel redigere il suo progetto l’ing. Messeni si ispira ai modelli dei teatri di grande fama italiani ed esteri. Particolari affinità si evidenziano dal confronto tra l’Opera di Parigi ed il Teatro Petruzzelli di Bari. Il Politeama sarà realizzato con struttura verticale in muratura di tufo e pilastri portanti i palchi in acciaio, avrà orizzontamenti “a volte” (fino al primo ordine) o con solai in putrelle e voltine in laterizio (o in tufo), struttura della cupola e trabeazione di proscenio in acciaio, copertura dell’area scenica con capriate in legno. La realizzazione delle opere ha inizio nel 1898. Dopo circa quattro anni di lavori, il Teatro si inaugura il 14 febbraio del 1903 con l’opera “Gli Ugonotti” di G. Meyerbeer.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO

Il teatro Petruzzelli costituisce un importante esempio di Politeama del XIX secolo. L’edificio, che si erge isolato su un’area rettangolare libera da ogni altra costruzione e contornata su ogni lato da strade, presenta un impianto razionale e regolare, caratterizzato dalla cavea centrale a ferro di cavallo e dalla pianta simmetria rispetto al suo asse longitudinale.

  • Il progetto architettonico è stato sviluppato perseguendo alcuni obiettivi di base:
  • la conservazione dell’edificio e delle sue caratteristiche spaziali e materiali; il recupero e la ricostruzione dell’apparato decorativo originario;
  • l’inserimento delle nuove funzioni, nonché delle dotazioni tecnologiche e di sicurezza, senza alterazione dell’impianto originario del monumento e nel rispetto dei suoi aspetti formali;
  • l’integrazione con nuovi elementi architettonici, che abbiano piena riconoscibilità formale rispetto a quelli originari, e che siano costruiti secondo criteri ispirati alla piena reversibilità del loro inserimento nel monumento.

Uno delle problematiche principali affrontate nella redazione del progetto di rifunzionalizzazione del teatro è quella relativa al rispetto delle vigenti norme di sicurezza riguardanti i locali di pubblico spettacolo. Particolare attenzione è stata rivolta sia all’inserimento di nuove aggiuntive scale di sicurezza per il deflusso degli spettatori, idoneamente collocate all’interno dell’edificio nel rispetto del simmetrico schema distributivo originario, sia alla rivisitazione dei vani scala preesistenti, opportunamente modificati ed ampliati al fine di consentire l’inserimento al loro interno anche di vani ascensore. Il sistema dei percorsi di distribuzione orizzontale e delle scale di sicurezza ad esso collegato attraverso idonei vani-filtro, costituisce un sistema di vie di fuga di facile individuazione, assolutamente sicuro e di comoda percorribilità.

Particolare cura è stata rivolta alla tematica relativa al superamento delle barriere architettoniche; Attraverso la realizzazione di rampe e l’inserimento di collegamenti verticali meccanizzati in corrispondenza dei punti nodali dei percorsi, si è consentito ai portatori di handicap una comoda e sicura accessibilità a tutte le aree ed i livelli del teatro (guardaroba, foyer, ridotto, tutti gli ordini dei palchi, loggione, area scenica, camerini, ecc.).

L’inserimento di nuovi elementi architettonici (biglietteria, guardaroba, bar, scale di sicurezza, ecc.) è stato affrontato con criteri ispirati alla leggerezza ed alla piena riconoscibilità e reversibilità.

Per il recupero e la riconfigurazione dell’apparato decorativo, sia pur nei limiti di compatibilità con le esigenze legate alla sicurezza antincendio, si è previsto l’impiego di tecniche e materiali originari.

Le problematiche connesse alla previsione degli spazi necessari per l’inserimento delle nuove dotazioni impiantistiche sono state risolte attraverso la realizzazione, nell’area esterna compresa fra il Teatro e la retrostante via Fiume, di una “centrale impianti” interrata, nella quale sono state allocate la cabina di consegna Enel, le centrali di condizionamento e antincendio, nonché le vasche per la riserva idrica. Le reti di distribuzione orizzontale degli impianti sono state portate tutte all’esterno del teatro, in percorsi ispezionabili individuati all’interno delle nuove intercapedini perimetrali in c.a., previste in adiacenza alle facciate principale e laterali dell’edificio.

L’INCENDIO E L’INIZIO DELLA RICOSTRUZIONE

Il 27 ottobre 1991, all’incirca alle 4,30 del mattino, il Teatro Petruzzelli viene distrutto da un incendio.

I Vigili del Fuoco intervengono immediatamente, ma dopo 40 minuti dalle prime segnalazioni d’incendio, la cupola in acciaio di copertura della platea collassa e crolla.

Solo a giorno fatto l’incendio viene domato e si può accedere all’interno del teatro.

Agli occhi di chi entra lo spettacolo appare impressionante. Il fuoco nella sala teatrale e nell’area scenica ha distrutto tutto: poltrone, tappeti, sedie, legni, stucchi, gli affreschi sulla cupola, il sipario dipinto da Raffaele Armenise, le attrezzature e gli apparati di scena. Il foyer, invaso dai fumi, è anch’esso fortemente compromesso, ma in quest’area le opere d’arte (sculture dei musicisti, tela a soffitto dell’Armenise, Cariatidi di decoro della balconata), sia pur fortemente danneggiate, risulteranno poi parzialmente recuperabili.

La parte muraria dell’edificio appare dall’esterno pressoché indenne, anche se mancante della cupola in acciaio e della copertura a falde dell’area scenica. Dall’interno, invece, l’immagine è drammatica: l’ossatura in acciaio della cupola ricopre la platea come un grosso ragno, al disotto del quale continuano a fumare le macerie.

Nel 1993 i proprietari dell’immobile affidano ad un consorzio di imprese i primi interventi di messa in sicurezza e ricostruzione dell’edificio.

In una prima fase di intervento sono state rimosse le macerie e realizzate alcune opere di presidio statico.

Nella fase successiva sono stati realizzati interventi di ricostruzione e di consolidamento statico finalizzati: all’eliminazione delle condizioni di pregiudizio statico nella quale versava una significativa parte degli elementi strutturali costituenti la sala teatrale, alla protezione dalle intemperie di tutte le parti dell’edificio rimaste esposte dopo il crollo delle coperture della platea (cupola) e dell’area scenica (tetto a doppia falda), alla salvaguardia di quanto ancora rimasto in sito dell’apparato decorativo originario. I lavori di seconda fase sono sostanzialmente così riassumibili:

  • ricostruzione della cupola in acciaio e della relativa struttura metallica di sostegno (pilastri e trabeazione di proscenio);
  • ricostruzione della copertura in legno dell’area scenica, con elementi principali costituiti da capriate in legno lamellare e acciaio;
  • consolidamento e/o demolizione e ricostruzione degli orizzontamenti della sala teatrale;
  • sostituzione di elementi strutturali in acciaio (orizzontali e verticali) di cui non era possibile il recupero;
  • consolidamento e/o parziale ricostruzione di alcune murature portanti, prevalentemente quelle di boccascena;
  • bonifica di alcune murature e cornicioni divenute pericolanti a seguito dell’incendio e dei successivi crolli;
  • consolidamento, velinatura, distacco e catalogazione dei reperti dell’apparato decorativo della sala teatrale.

IL RECUPERO E IL CONSOLIDAMENTO STATICO

Le strutture del Teatro sono state concepite e realizzate, all’inizio del xx secolo, adoperando essenzialmente “conci” di tufo calcareo e “mattoni” di laterizio, oltre che acciaio e legno:

  • con i “conci” ed i mattoni, estratti e prodotti in Puglia, sono state formate murature portanti, volte, archi, piattabande, nonche’ tutte le voltine interposte fra le putrelle metalliche dei solai;
  • in acciaio, le colonne e le travature, le putrelle dei solai, la cupola di copertura della platea;
  • con il legno, le capriate di copertura della torre scenica ed elementi costruttivi minori.

Il progetto si è prefisso di recuperare e conservare, con grande sforzo ed attenzione, fino al massimo grado possibile, attraverso restauri e consolidamenti strutturali minuti e mirati, i materiali e le apparecchiature originarie in quanto riconoscibili non solo come sostegni alle forme ed alle funzioni, ma come prime e fondamentali origini della generazione di quelle stesse forme e funzioni:

  • murature puntigliosamente reintegrate con “scuci-cuci” di materie della stessa natura, origine e storia, attraverso modalità che consentano la successiva, lenta ma sicura, riappropazione omogenea dei carichi;
  • volte, archi e piattabande reintegrate nella capacità di generare, assecondandolo, la fluida deviazione dei pesi verso i sostegni verticali;
  • risanamento, ricomposizione e rinforzo delle membrature metalliche, sostituendo quelle perdute o irrimediabilmente compromesse, con elementi della stessa natura, forma e soprattutto disposizione rispetto alle altre preesistenze al contorno.

Le strutture dei nuovi inserimenti di progetto o delle modifiche per rifunzionalizzare sono previste in acciaio o cemento armato. Con quest’ultimo saranno realizzati soprattutto i volumi esterni, interrati rispetto al corpo del Teatro, destinati alla formazione delle centrali impiantistiche, delle intercapedini di isolamento e dei cunicoli di transito delle condotte.

In ogni intervento, sia di recupero o di consolidamento, sia di sostituzione e sia di nuovo inserimento, si è ricercata, oltre che la sicurezza statica, la resistenza al fuoco e la durabilità, anche la relazione armonica tra forme e materie e la conformità alle esigenze dell’acustica.